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Telescopio e Fotocamere digitali Esperienze con CASIO QV8000SX Questa pagina e' stata realizzata con i contributi inviati da Antonio Zanardo (tzanardo@tin.it). Tutte le indicazioni e le immagini sono di sua realizzazione. Il telescopio usato e' un Celestron 8" f 10, l'oculare impiegato e' un Meade 32 mm. Ho usato questo oculare, in quanto focali piu' brevi, combinate con lo zoom della camera, portavano ad ingrandimenti eccessivi. Ho costruito un apposito adattatore che, da un lato si avvita sul filetto portafiltri della camera, mentre dall'altro alloggia l'oculare in questione. Il tutto e' dimensionato in modo che la lente dell'oculare sia il piu' possibile vicina all'obiettivo della camera. Il risultato e' un gruppo estremamente compatto, rigido ed abbastanza leggero che puo' essere facilmente innestato in qualsiasi momento nel portaoculari del telescopio. La fotocamera e' una CASIO QV8000SX, non facile da trovare nel mercato. Io ho dovuto farla arrivare tramite rivenditore italiano (importante per la garanzia!!!) dalla Germania. Prezzo pagato £ 1.400.000 circa (non ricordo bene)
Caratteristiche principali: Le foto sono state scattate ad una risoluzione reale di 1280 x 960 pixel e in formato JPG occupano circa 500 KB ciascuna. Per motivi di spazio e di download, le immagini qui sotto sono state rimpicciolite del 69% (la prima) e dell'84% (le seconde) rispetto alle dimensioni originali.
Le foto sono state riprese con zoom ottico al massimo (8x) per ottenere un buon ingrandimento e la minima vignettatura, che peraltro risulta ancora visibile. Inoltre le foto hanno subito un leggero trattamento con Photoshop, sopratutto per regolare il contrasto. Sono convinto che con altre combinazioni di oculari, con il perfezionamento delle tecniche di ripresa e sfruttando meglio le possibilita' di Photoshop (stacking, filtri,calcoli, maschere ecc.) si possano ottenere risultati ancora migliori. Prossimo passo, vorrei cimentarmi con il deep sky, ma devo prima migliorare tutto il sistema per evitare il mosso nelle riprese con tempi lunghi. Antonio Zanardo
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