|
4 - Progetto CCD 2 - Una videocamera b/n
Test e considerazioni
Il nostro circuito e' finalmente pronto e nonostante sia privo di obiettivo
possiamo subito verificare che il segnale video esca correttamente, collegando
un cavo dall'apposita uscita al vostro televisore o videoregistratore.
Il cavi sono tranquillamente reperibili in commercio a poche lire ma per chi
volesse costruirsene uno (come me!) puo' acquistare diversi metri
di cavo schermato, uno o due connettori volanti "pin-jack" (RCA) maschio, una
eventuale presa scart. L'acquisto va fatto in base alle vostre necessita' e
il montaggio a voi piu' utile (A o B) dovra' rispettare questo semplice schema:
A questo punto possiamo sintonizzare il nostro TV su "AV" (o il tasto 0 per alcuni)
e accendere il dispositivo. Apparira' sullo schermo una immagine monocolore scura o
luminosa in base all'orientamento del CCD. Essendo questo sprovvisto di obiettivo,
non potra' fornirci immagini a fuoco fino a quando non lo inseriremo sul telescopio.
Orientando il CCD verso una zona luminosa, l'immagine diventera' bianca mentre orientandolo
verso una zona scura l'immagine diventera' nera.
Valutato il funzionamento del CCD, possiamo inserirlo sul portaoculari e procedere
alle nostre prime osservazioni.
Considerazioni
Per maggiore comodita' ho utilizzato un piccolo monitor Epson da 5 pollici, a cristalli liquidi
dotato di "Video IN" che mi consente di potermi spostare
ovunque con il solo Telescopio e CCD anche in luoghi dove non e' possibile disporre
di TV e di corrente elettrica.
Per le serate migliori, anziche' usare il monitor a cristalli liquidi uso una telecamera
digitale (Sony 900) che consente anche di registrare il segnale video analogico sulle
apposite cassette miniDV e che dispone di un piccolo monitor laterale.
Il vantaggio di poter registrare in digitale l'immagine video e' notevole soprattutto
per una successiva digitalizzazione con il computer e la conseguente possibilita' di
elaborazione delle immagini.
Consigli
Non puntate mai il CCD verso fonti luminose molto forti (il sole, lampadine, etc.), il sensore si
potrebbe danneggare permanentemente.
Il CCD e' dotato di regolazioni automatiche abbastanza buone ma immagini troppo luminose si
saturano e non risultano piu' visibili. La Luna piena e' una immagine troppo luminosa per
la sensibilita' del CCD e per poterla osservare e' necessario usare un filtro o diminuire
l'entrata di luce sul telescopio. (Il mio Newton ha un tappo che consente questa soluzione).
Durata delle batterie
Purtroppo ho sottovalutato il problema batterie e mi sono accorto troppo tardi che
una normale pila da 9V ha una durata molto limitata. La soluzione della pila e' molto
utile in trasferta, ma consente una autonomia che forse non raggiunge i 60 minuti,
(le pile Duracell quasi il doppio).
Per un uso casalingo vi consiglio vivamente di usare un alimentatore esterno, collegabile
rimuovendo il vano della pila e inserendo un connettore "femmina" da pannello.
L'alimentatore dovra' ovviamente avere i requisiti di voltaggio e amperaggio richiesti dal
vostro circuito. Nel caso di quello qui presentato dovra' fornire 9 Volt con
una corrente di almeno 100 mA. (Era l'alimentatore del mio vecchio modem a 14.4K)
(c) 2000 Riccardo Ricci - astronomia@superindice.it
|