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Introduzione alla radioastronomia
Radioastronomia amatoriale
Durante una riunione del Gruppo Astrofili Pesarese il solito Fabio (ispiratore di numerosi
progetti) ha indirizzato la mia attenzione verso la radioastronomia.
Premessa
Essendo un tipo pratico animato dalla volonta' di realizzare subito le idee del momento, confesso di aver
trascurato molto le basi e la teoria scientifica della radioastronomia per concentrarmi sui diversi
stimolanti progetti pratici con i quali ottenere subito dei risultati.
Non ho quindi la conoscenza necessarie per potervi parlare di radioastronomia in termini scientifici ma posso
pero' mostrarvi cosa si puo' ottenere con pochi mezzi, molta passione e creativita'.
Un nuovo incredibile universo
Osservare l'universo per mezzo delle onde radio e' una esperienza molto diversa rispetto all'osservazione visuale.
Esistono molte stelle, pulsar, galassie, satelliti e pianeti che emettono onde radio e che possiamo ricevere dalla Terra con
mezzi piu' o meno artigianali.
Riuscire a captare questi segnali, talvolta deboli nel caso di galassie e stelle lontane o talvolta assordanti come nel
caso del Sole, significa carpire una forma non visibile dell'universo la cui manifestazione e' il suono.
Cliccate QUI e sentirete il "suono" di una pulsar situata nella nebulosa Velo.
Questi pochi secondi, al mio primo ascolto assoluto mi hanno veramente emozionato. Una emozione "terrorizzante" maggiore
di quella provata quando diverso tempo fa ho osservanto per la prima volta con un telescopio.
Osservando per la prima volta in visuale, per quanto affascinante e incredibile, ci si aspetta comunque di "vedere" oggetti
di cui conosciamo gia' la forma e che un po' immaginiamo. Pur essendo una esperienza unica, ascoltare l'universo per la prima
volta e' invece qualcosa di inaspettato e di profondamente diverso, visto che non e' possibile immaginarsi in anticipo
la "forma sonora" di una stella o di una galassia...!
Cosa occorre per ascoltare l'universo
Un radiotelescopio professionale o amatoriale e' un sistema che consente di captare le onde radio emesse da corpi lontani.
Volendo ridurre al minimo indispensabile la sua definzione, possiamo affermare che il radiotelescopio e' formato
essenzialmente due elementi principali: una antenna e un ricevitore.
Parlando di radioastronomia amatoriale, in dipendenza degli obiettivi di ascolto possono essere utilizzate
le classiche radio FM, le piu' complete radio multibanda, gli scanner, i ricevitori professionali o circuiti radio ed
elementi appositamente autocostruiti.
L'antenna radio e' paragonabile allo specchio primario di un telescopio e la sua forma e dimensione deve essere
appositamente calcolata in funzione della frequenza di ascolto che si intende utilizzare. Esistono tanti tipi di
antenna, diverse per forma, dimensioni, tipologia di costruzione ed efficacia e alcune di esse sono
veramente facili da costruire.
Ci sono le classica antenne a parabola, quelle formate da lunghi metri di filo o quelle direzionali costituite
da tubi di alluminio disposti parallelamente.
Per avere un'idea delle dimensioni minime accettabili di una antenna utile alla radioastronomia amatoriale,
considerate che spesso si va da qualche decina di metri di fili, ad almeno un metro e mezzo di parabole, passando anche
per i 2/3 metri di alcune antenne direzionali simili nella forma a quelle telesivive.
Pro e contro
Ho cercato di riassumere in questo prospetto le principali qualita' e i lati negativi dell'astronomia amatoriale:
Cosa si puo' ascoltare
Quella che segue e' una lista dei principali oggetti ascoltabili con un radiotelescopio amatoriale.
La lista e' in ordine di facilita' di ricezione e parte con i nomi degli oggetti piu' potenti per concludersi con
quelli piu' deboli e difficili da captare.
Aggiungo che anche la Luna, le tempeste di Giove e le meteore che entrano in contatto con la Terra sono
tra gli oggetti piu' facilmente rilevabili.
La parte bassa della lista, invece, e' ascoltabile con mezzi gia' un po' avanzati che richiedono qualche
investimento (mai superiore a quello di un medio/piccolo telescopio ottico) e una buona esperienza.
Per darvi un'idea piu' precisa sulla potenza dei segnali, considerate che il Sole emette onde radio quantificabili
in 1milione di Janskys (questa e' l'unita' di misura), mentre il secondo oggetto della lista, Cassiopea - a ne emette
quasi 5000, per arrivare ai 44 Janskys dell'ultimo della lista.
Gli oggetti ascoltabili, come visibile dalla lista, sono un po' pochi rispetto all'universo visibile... e la meta' di
questi non sono poi cosi' immediati da ricevere.
Ne vale la pena ?
Prima di rispondere a questa domanda, e' bene precisare che e' possibile dividere l'esperienza amatoriale in due
distinti settori:
Considerando i pro e i contro, gli eventuali costi e i risultati, l'impresa non appare cosi' immediata.
Ma, in fondo, neanche l'osservazione visuale, la fotografia astronomica o l'uso dei CCD sono passeggiate.
Eppure la nostra passione ormai consolidata e' capace di combattere il gelo delle molte ore passate immobili a "guidare"
sulla stella guida con la coda dell'occhio, e di tenerci svegli tutta la notte per cogliere la sfumatura di oggetti
sempre piu' lontani e deboli.
La radioastronomia amatoriale e' una avventura che puo' essere vissuta attraverso fasi ed esperienze successive,
ciascuna delle quali contribuira' a formare la nostra passione nello stesso modo in cui il telescopio ottico si
e' lentamente impadronito di parte della nostra vita.
Considerando tutti gli elementi citati, potete ora rispondere da soli alla domanda iniziale...
Quali dati e indicazioni si ottengono con l'ascolto ?
Come gia' accennato in precedenza, il solo ascolto svela solo una parte delle informazioni captate dal radiotelescopio.
Per riuscire ad interpretare il segnale in modo piu' completo e' necessario disporre di un PC che possa compiere il
lavoro di analisi e di archivio.
Nel caso "semplice" dell'individuazione di meteore, il lavoro del PC puo' fornire indicazioni precise
sulla quantita' e frequenza dei fenomeni potendo annotare ora e data e durata di ogni rilevamento
in modo automatico. In condizioni ideali (si vedranno in dettaglio nella relativa sezione dedicata)
e' poi possibile ricavare ulteriori interessanti dati indicativi sulle caratteristiche di ogni meteora.
Nel caso di un vero radiotelescopio (amatoriale) i dati raccolti dal PC forniranno dati precisi relativi
all'evolversi delle attivita' degli oggetti ascoltati: nel caso del Sole, si potranno studiare le variazioni
e i comportamenti della corona, identificare e quantificare la presenza di macchie solari, etc.
Nel caso di Giove, saranno rilevabili gli andamenti e i cicli delle tempeste.
Un radiotelescopio fornisce quindi "rumori" e "dati" che possono essere interpretati e studiati con metodo per
acquisire informazioni diverse da quelle visibili.
Link
Per consentirvi di avere una piu' ampia visione di insieme vi suggerisco di dare un'occhiata anche
alla pagina dei link radioastronomici nella quale potrete trovare un nutrito elenco
di siti dedicati alla costruzione e all'uso di radiotelescopi piu' o meno potenti (quasi tutti i siti sono in inglese).
Vi segnalo invece direttamente il sito dell'amico e collaboratore Flavio Falcinelli,
ottimo punto di partenza per chi volesse intraprendere la strada radioastronomica gia' da un
livello piu' avanzato rispetto a quello da me proposto.
(c) 2002 Riccardo Ricci - astronomia@superindice.it
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